RCA – L’obbligo della tutela

Come tutti sanno, in Italia vige l’obbligo di assicurare i mezzi a motore che circolano su strade pubbliche o ad esse equiparate dal 1971, fatto salvo i mezzi su rotaie.
Anche se più tardi rispetto ad altri paesi del nord Europa, veniva quindi stabilito che i terzi danneggiati dalla circolazione di detti veicoli dovessero essere tutelati nei loro diritti risarcitori.
In realtà la tutela è reciproca: il terzo danneggiato verrà soddisfatto nel risarcimento del danno patito, il responsabile è sollevato dal mettere mano al portafoglio avendo una compagnia assicurativa che paga lui.
La responsabilità civile infatti (al contrario di quella penale, che resta sempre personale) viene trasferita ai garanti del guidatore che ha causato il danno, obbligati a soddisfare in pieno le giuste richieste risarcitorie causate da un proprio assicurato.

La questione non è banale. Evita tutti i problemi che sarebbero sorti anche per piccoli incidenti, immaginate infatti cosa possa significare discutere e trattare direttamente (valutare e pagare) ogni danno da circolazione con chiunque ci si trovi di fronte. E se il danno fosse causato da un nullatenente? E se malauguratamente mi trovassi nelle condizioni di dover sborsare un indennizzo molto importante, dovrei dar fondo a tutto il mio patrimonio? E se nemmeno bastasse?

Oggi in Italia il massimale (limite massimo garantito dalla compagnia assicurativa) deve essere come minimo di € 6.070.000 per danni alle persone e di € 1.220.00 per danni a cose.
E se i proprietari di veicoli sono obbligati ad assicurarsi, le compagnie assicurative hanno l’obbligo di assicurare (a contrarre) con regole tariffarie già stabilite e definite precedentemente.

Per finire poi, un piccolo chiarimento: chi sono i terzi in un incidente stradale? Beh, per i danni alla persona è facile rispondere: tutti, tranne il conducente che causa il danno.
Per i danni alle cose invece non sono terzi il coniuge, il convivente more uxorio, ascendenti o discendenti parenti ed affini fino al terzo grado.

Photo by Alexander Popov on Unsplash

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